Riscaldare a legna: bisogna saperlo fare

05/11/2026, 09:30

Informazioni sul corretto utilizzo dei piccoli impianti a legna: l’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria attraverso una corretta combustione.

La Provincia autonoma di Bolzano fornisce informazioni sul modo corretto di accendere il fuoco a legna: occorre utilizzare legna asciutta, disporla correttamente (i ceppi più grandi vanno messi sul fondo e quelli più piccoli sopra), accenderla dall’alto, aprire completamente l’afflusso d’aria e far eseguire regolarmente la manutenzione degli impianti di riscaldamento. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)
La Provincia autonoma di Bolzano fornisce informazioni sul modo corretto di accendere il fuoco a legna: occorre utilizzare legna asciutta, disporla correttamente (i ceppi più grandi vanno messi sul fondo e quelli più piccoli sopra), accenderla dall’alto, aprire completamente l’afflusso d’aria e far eseguire regolarmente la manutenzione degli impianti di riscaldamento. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)

BOLZANO (USP). Con l’abbassarsi delle temperature, stufe in maiolica, cucine a legna e stufe a legna tornano a essere utilizzate intensamente. Con l’inizio della stagione di riscaldamento, l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima richiama quindi l’attenzione sull’importanza di riscaldare correttamente con la legna. La legna è infatti un combustibile sostenibile, ma per riscaldare nel rispetto dell’ambiente è fondamentale utilizzare correttamente gli impianti.

Innanzitutto, occorre prestare attenzione alla corretta conservazione della legna e al caricamento della stufa. La legna da ardere deve essere non trattata e asciutta, con un contenuto d’acqua inferiore al 20 per cento. La camera di combustione non deve essere riempita eccessivamente e la legna deve essere disposta in modo arioso, non troppo compatta: i ciocchi più grossi vanno sistemati in basso; sopra di essi si dispongono a croce i ciocchi più piccoli, insieme a un accendifuoco. Il fuoco va acceso dall’alto. Durante l’accensione, le prese d’aria della stufa devono essere aperte per garantire un buon apporto di ossigeno. Sono inoltre importanti la pulizia e la manutenzione periodiche degli impianti.

“Circa 70.000 dei complessivi 90.000 impianti a legna presenti in Alto Adige sono piccoli impianti. Utilizzandoli correttamente è possibile ridurre le emissioni e migliorare in modo duraturo la qualità dell’aria in Alto Adige”, sottolinea l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima e all’Energia Peter Brunner, evidenziando l’importanza dell’iniziativa.

Cosa accade quando la combustione della legna non avviene correttamente, lo spiega il direttore dell’Ufficio provinciale Aria e rumore, Georg Pichler: “Una combustione non corretta genera diversi inquinanti atmosferici, che rimangono nell’ambiente circostante, ma anche negli ambienti domestici. In caso di cattiva combustione, le emissioni di polveri sottili, PM10 e PM2,5, possono essere fino a 50 volte superiori rispetto a quelle prodotte da una combustione corretta. Possono inoltre formarsi idrocarburi nocivi, come il cancerogeno benzo(a)pirene”.

Prosegue la campagna di sensibilizzazione

Nell’ambito di un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha messo a disposizione, tra il 2023 e il 2027, complessivamente cinque milioni di euro per migliorare la qualità dell’aria in Alto Adige. Anche la campagna di sensibilizzazione “Riscaldare con la legna… ma bene!”, avviata nel 2024, è finanziata con queste risorse.

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, manifesti negli spazi pubblici, spot radiofonici, contributi redazionali sui media cartacei e online e contenuti sui social media torneranno a fornire informazioni sul corretto utilizzo degli impianti a legna. Tutte le informazioni sono disponibili anche nell’opuscolo della campagna e sul sito Riscaldare con la legna… ma bene!.

mpi/gm

Sostenibilità