Dall'analisi delle professioni alle sfide del mercato del lavoro

03/11/2026, 10:10

Le nuove "Mercato del lavoro news" analizzano 79 gruppi professionali secondo età, genere, cittadinanza e tipologia di impiego. Considerata la possibile sostituibilità tecnologica delle mansioni.

Anche in Alto Adige i prossimi anni saranno caratterizzati da ondate di pensionamenti. Non sempre sarà possibile sostituire questi lavoratori: nemmeno l’intelligenza artificiale e l’automazione possono essere utilizzate come sostituti in tutti i settori. (Foto: www.pexels.com/La foto può essere utilizzata solo in relazione al presente comunicato stampa.)
Anche in Alto Adige i prossimi anni saranno caratterizzati da ondate di pensionamenti. Non sempre sarà possibile sostituire questi lavoratori: nemmeno l’intelligenza artificiale e l’automazione possono essere utilizzate come sostituti in tutti i settori. (Foto: www.pexels.com/La foto può essere utilizzata solo in relazione al presente comunicato stampa.)

BOLZANO (USP). Quali sfide attendono il mercato del lavoro altoatesino se si considerano le singole professioni? A questo interrogativo risponde l’ultimo numero di Mercato del lavoro news, curato dal Servizio Mercato del lavoro della Provincia. L’analisi illustra i principali sviluppi, concentrandosi in particolare sul potenziale fabbisogno di sostituzione legato al pensionamento della generazione più anziana.  

Sono state presi in considerazione i 79 gruppi professionali più rilevanti, nei quali operano lavoratrici e lavoratori dipendenti, sotto gli aspetti del genere, dell’età, della cittadinanza e della forma contrattuale (dati del 2025).

“Lo sguardo sulle singole professioni mostra quanto sia eterogenea la situazione di partenza sul mercato del lavoro altoatesino. I gruppi professionali analizzati mostrano differenze anche significative per quanto riguarda la distribuzione di genere, la presenza di forza lavoro straniera e l'età media. Dobbiamo tenere conto di queste differenze quando valutiamo le future sfide del mercato del lavoro”, afferma l’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof.

Il gruppo professionale più diffuso tra i lavoratori dipendenti è quello degli impiegati d'ufficio e del personale amministrativo (donne 19,1 per cento, uomini 7,3 per cento). Per quanto riguarda le donne, seguono le commesse con il 9 per cento e le cameriere con il 7,9 per cento. Per quanto riguarda gli uomini, seguono gli addetti alla logistica con il 5,5 per cento e i cuochi e i commessi con il 4,2 per cento ciascuno.

Donne e uomini ancora spesso impiegati in professioni differenti

L'analisi evidenzia chiare differenze nella distribuzione di genere. Le donne sono presenti prevalentemente nelle professioni di cura, sociali ed educative, mentre gli uomini sono rappresentati in misura superiore alla media nei settori tecnici, artigianali e legati alla produzione. La permeabilità tra i diversi settori professionali rimane bassa: sia la percentuale di uomini nelle professioni tipicamente femminili, sia quella delle donne nelle professioni tipicamente maschili è inferiore all’uno per cento.

“È necessario aumentare questa permeabilità, perché la professione influisce anche sulle opportunità di reddito e sulle possibilità di garantirsi una sicurezza economica in età avanzata”, sottolinea Amhof. Inoltre, si rischia di sprecare preziose potenzialità quando giovani donne e uomini scelgono la propria professione basandosi prevalentemente su modelli di ruolo tradizionali.

La struttura per età indica esigenze occupazionali diverse

Anche dal punto di vista dell'età sussistono considerevoli differenze tra le categorie professionali. Un’età media più elevata si riscontra spesso nelle professioni che richiedono percorsi formativi più lunghi o un’esperienza pluriennale (ad esempio i dirigenti, ma anche gli addetti alla sicurezza). I lavoratori di molte professioni artigianali sono invece relativamente giovani. Un’elevata percentuale di lavoratori anziani può indicare un futuro fabbisogno di sostituzione generazionale.

I lavoratori stranieri sono fortemente rappresentati in alcune professioni

Notevoli differenze si riscontrano anche per quanto riguarda la cittadinanza. Si osserva una percentuale particolarmente elevata di lavoratori di cittadinanza straniera in diverse professioni ausiliarie, stagionali e nel settore dei servizi (tra il personale ausiliario del settore alberghiero e della ristorazione si raggiunge, ad esempio, il 74,7 per cento).

Struttura per età e transizione tecnologica non sempre in sintonia

“L’IA e l’automazione potrebbero indubbiamente dare un contributo significativo per contenere gli effetti del cambiamento demografico sul mercato del lavoro”, spiega il direttore del Servizio Mercato del lavoro Stefan Luther. “Sarebbe una vera fortuna se potessero sostituire proprio quelle mansioni e professioni in cui è impiegato un numero particolarmente elevato di lavoratori anziani. È proprio qui, però, che risiede il limite: il potenziale di sostituzione è spesso limitato proprio in quei settori che presentano un’alta percentuale di occupati in età avanzata”, precisa il direttore. L‘IA e l’automazione offrono senza dubbio opportunità per attenuare le conseguenze del cambiamento demografico – ma non necessariamente nei settori in cui il loro sostegno sarebbe più urgente.

L'ultimo numero delle "Mercato del lavoro news" è consultabile online.

pir/ee